Febbraio: arrivano i Semlor!

A febbraio i panifici, le caffetterie, e perfino i supermercati svedesi si riempiono di un profumino di dolce fatto in casa grazie ai mitici semlor (pronuncia: /’sem-lur/, singolare semla).

Tradizionalmente erano semplici fette di pane in una ciotola di latte caldo… insomma, anche no. Poi però gli svedesi si devono essere resi conto che un dolce, per essere tale, ha bisogno di tante cose grasse e zuccherose, altrimenti è penitenziale, e hanno iniziato ad aggiungere al pane e latte cose che hanno reso i semlor davvero libidinosi.

I semlor attuali infatti sono delle pagnotte dolci morbidissime al profumo di cardamomo ripiene di panna e pasta di mandorle (mandelmassa). Nel senso, ne basta una per prendere una ventina di chili, ma forse avrei dovuto specificare che non è un blog di ricette dietetiche.

Qualcuno continua a mangiarli dentro il latte pur nella loro versione elaborata, ma gli svedesi normali hanno capito che il grasso animale contenuto in un semla è sufficiente, e quindi li accompagnano con tè o caffè.

Originariamente queste palle ripiene venivano mangiate il martedì grasso prima del digiuno, poi la Svezia diventò protestante e iniziò a sbattersene di digiuni, quaresime, carnevali, e cose del genere (anche se in Scania, la regione di Malmö, i semlor vengono ancora chiamati fastlagsbulle, ovvero “i dolci della quaresima”). Rimase però la tradizione di mangiarli a febbraio.

Mi stupivo all’inizio che un dolce così buono si trovasse solo in un mese dell’anno, ma poi ho pensato “e se volessi due o tre chiacchiere (‘cenci’ per me, dato che vengo da terra toscana) a ottobre?”  e mi sono anche risposta “mi attaccherei”, quindi è un po’ la stessa cosa.

Un difetto che possono avere questi apparentemente perfetti pseudo-maritozzi è il cuore di pasta di mandorle, che dopo un paio di morsi diventa davvero stucchevole, per cui io sono dell’idea che si può eliminare completamente (insomma, la pannona lattosa potrebbe anche essere abbastanza) oppure sostituire con qualcos’altro:

  • nutella per le crisi d’affetto
  • marmellata di arance amare per fare i raffinati
  • marmellata di lamponi come fanno in Finlandia
  • crema chantilly come nei bomboloni
  • pasta di cocco come previsto da una variante svedese (anche se secondo me si rischia di fare peggio)

Insomma, un po’ come vi pare, fermo restando che secondo me dentro alla pasta si potrebbero anche infilare delle uvette o delle gocce di cioccolata (tipo Pangoccioli, per intenderci) ed evitare anche la panna. La pasta infatti è morbidissima e perfetta così com’è, quindi può fare da base a ogni cosa dolce che vi viene in mente.

Qui metto la ricetta originale, pronta ad accogliere suggerimenti strani o meno strani.

ATTENZIONE!: si narra che il re Adolfo Federico di Svezia morì di indigestione dopo averne mangiati 14, quindi insomma, datevi una regolata.

INGREDIENTI PER 14 SEMLOR

Per la pasta:

  • 750 gr. di farina
  • 1 uovo
  • 50 gr. di lievito di birra fresco
  • 100 gr. di burro
  • 300 ml di latte
  • mezzo cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di cardamomo macinato
  • 100 gr. di zucchero

Per la spennellata prima di infornare:

  • un uovo
  • un cucchiaio d’acqua

Per il ripieno (si chiama mandelmassa, ed è una specie di pasta di mandorle che sa di marzapane):

  • 100 gr. di mandorle sgusciate e tritate
  • 100 gr. di zucchero
  • 2 cucchiai di latte
  • un bicchiere di latte bollente da aggiungere al mandelsmassa e alle molliche

Per la farcitura:

  • 1 litro di panna fresca da montare
  • un cucchiaio di zucchero
  • un paio di cucchiai di zucchero a velo

PREPARAZIONE

Tirare fuori l’uovo dal frigorifero per evitare che sia troppo freddo e spezzettare il lievito in una ciotola. In un pentolino far sciogliere il burro e aggiungere il latte, fino a far arrivare il tutto a 37°C (infilare il ditino dentro per verificare). Versare un pochino nella ciotola con il lievito finché il lievito non si scioglie, poi aggiungere il resto.

1- Versare lentamente il burro e il latte sul lievito spezzettato

Aggiungere sale, cardamomo, zucchero e uovo. Aggiungere la farina piano piano, facendo attenzione a non metterne troppa altrimenti la lievitazione ne risentirà, e lavorare fino ad ottenere un impasto liscio e morbido.

2- Pagnotta liscia e morbida

Coprire con un panno, e lasciare riposare per 45 minuti in un luogo fresco e asciutto e lontano dalla luce diretta del sole (ad es. il forno spento potrebbe essere un ottimo posto). Passati i 45 minuti lavorare la pasta ancora un po’ per eliminare le bollicine d’aria che si saranno create durante la lievitazione. Dividere la pasta in 14 pezzi e fare delle palline.

Mettere le palline ben distanziate l’una dall’altra su una teglia con la carta da forno e lasciar riposare per altri 45 minuti (in cui la pasta continuerà a crescere, è per questo che è importante distanziarle, altrimenti si attaccano l’una all’altra). Nel frattempo riscaldare il forno a 225-250°C. Passati i 45 minuti spennellare le palline con l’uovo e l’acqua e cuocere nel forno per 10 minuti. E’ importante che siano messe nel ripiano al centro del forno e abbastanza lontane dai bordi, anche se per fare questo sono necessarie più infornate.

3- Mandelsmassa

Una volta cotte tutte (devono essere marroncine e lucide) lasciarle raffreddare. Mentre le palline raffreddano fare la mandelmassa mescolando le mandorle tritate, lo zucchero e la tazzina di latte. A questo punto si riempiono le palline: tagliare la calottina di ogni palla e togliere un po’ di mollica con un cucchiaino. Aggiungere tutte le molliche alla pasta di mandorle, aggiungere un bicchiere di latte bollente e mescolare.

4- Pagnotte cotte

Riempire ogni pallina con la pasta così ottenuta.

Aggiungere lo zucchero alla panna fresca e montarla* finché non diventa molto ferma, e aggiungerla sulle mezze palline riempite con la pasta di mandorle (meglio sarebbe con il siringone da dolci, ma va bene anche con un cucchiaio). A questo punto rimettere la calottina e spolverare con zucchero a velo.

5- Panna montata al frullatore

*Momenti di panico, non avevo le fruste elettriche né voglia di montare a mano: ho sperimentato il montaggio in frullatore e la panna è venuta perfetta.

Cosa ho imparato cucinando questo piatto:

1) Evitare di togliere maldestramente il coperchio del frullatore mentre sta frullando
2) Non cucinare con il Mac accanto
3) Non cucinare con il Mac accanto soprattutto se si ha la tendenza a togliere maldestramente il coperchio del frullatore mentre sta frullando.

Buon appetito!

I.

5- Semlor pronti!

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  1. Bello questo blog! In Danimarca questi aggeggi si chiamano Fastelavnsboller. Si mangiano anche qua nel periodo di carnevale. Se si tratta di grassi anche qui non ci facciamo mai mancare nulla 🙂

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