I piccoli piaceri della vita: colazione al Pressbyrån con caffè e kanelbullar.

Se vi capiterà di camminare per le strade di qualunque città svedese, vi troverete ad incrociare almeno un migliaio di volte un Pressbyrån. Il Pressbyrån è una specie di tabacchino però più grande, dove non si comprano solo sigarette, ma in generale i generi che lo svedese medio ritiene di prima necessità, tra cui:

1) giornali = gli svedesi leggono un casino, dovunque e in qualunque condizione hanno sempre un libro o un giornale in mano, cosa che me li rende alquanto simpatici

2) banane = non ho una spiegazione soddisfacente per questo curioso fenomeno, ma ho notato che è molto frequente vedere gente che mangia banane per strada dopo averle estratte da un oggetto creato all’uopo, il portabanane, un coso imbarazzante a forma di vibratore che ho regalato per Natale a un sacco di gente (tra cui mia madre, che lo nasconde quando ha ospiti perché, cito, “si vergogna”)

3) caramelle = o godis. La Svezia è il paese che consuma più caramelle al mondo: 17 KG L’ANNO A PERSONA (questo vuol dire compresi neonati, vecchi, malati, etc.)! Il 25% dello zucchero assunto da uno svedese medio proviene dalle caramelle, e i kg di zucchero consumati procapite all’anno in Svezia sono 50, ovvero 3 volte la quantità raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Mi chiedo quanto sia alta la percentuale di dentisti in Svezia. Se ce ne sono pochi vi consiglio un mestiere sicuro

4) hot dog = occhio alle foto del Pressbyrån che ingannano, sono grandi più o meno come un cucchiaino

4) caffè con dolcetto = dove il caffè è il mitico caffè spiscioso nordico, al quale ormai sono ahimé assuefatta, e dolcetto sta per “dolcetto”. La combo costa 20 corone (come si vede nel cerchiettino rosso fatto modestamente da ego, mei, mihi, me, me) ovvero circa 2,25€.

Pressbyrån in tutto il suo splendore (nel cerchietto rosso la combo kaffe+dolcetto)

Per prendere il caffè con il dolcetto dovrete necessariamente avere un incontro ravvicinato del terzo tipo con un macchinario enorme che ricorda i computer di Star Trek, e fare anche tutto da soli e velocemente, oltretutto, perché dietro di voi si sarà già formata una fila di biondi impazienti che sbufferanno e vi guarderanno male.

La macchina infernale per il caffè

Innanzitutto, occhio alla tazza di carta: dovete prenderne soltanto una facendo attenzione a non sfilarne un centinaio che schizzeranno tipo proiettili sulla suddetta fila di biondi, e vi assicuro che non è cosa facile (storie di vita vissuta).

Una volta preso il caffè, se volete metterci un pochino di latte, troverete accanto a voi un banco frigo (anche questo si vede nella foto) dove sono in vendita latte, yogurt, succhi di frutta, bibite, etc., e in cui se fate attenzione noterete un cartone di latte già aperto. Io le prime volte mi scandalizzavo pensando “ma guarda te la gente che ruba sorsi di latte, che oVVoVe!”, poi ho capito che è per metterlo nel caffè (eh sì, è difficile essere me).

Per quanto riguarda il dolcetto avete diverse scelte: 1) brioscina burrosissima, penso il miglior cornetto del mondo, però attenti a mangiarlo tenendolo per metà dentro il sacchetto di carta perché fa un casino di briciole, e voi non volete fare i soliti italiani e sporcare il biondomondo, vero? 2) brioscina burrosissima con upgrade di chicchi di cioccolato, io preferisco la versione solo burro, però anche quella cioccolatosa non è male 3) soltanto a Natale ci saranno i lussekatter ovvero dolcetti natalizi allo zafferano, buonissimi 3) KANELBULLAR, le mitiche, le uniche, girelle alla cannella (kanel “cannella” + bulle “dolcetto arrotondato”).

Scegliete il dolcetto che preferite e infilatelo nel sacchettino che troverete davanti a voi. Ci sono delle apposite pinze per prendere i dolcetti, che gli svedesi del resto non usano mai perché adorano toccare tutto con le manacce sudicie, ma io la uso sempre perché sono una signora (e anche perché così finalmente posso dire un “che oVVoVe” con Vagione, cVibbio!).

Tornando alla nostra ricetta, i kanelbullar sono uno dei dolcetti più orgasmici che la cucina svedese propone. Anzi, no: cazzata. I dolci svedesi sono tutti egualmente orgasmici. Però questi hanno la cannella, per cui sono perfetti con un teino nei pomeriggi di inverno, o la mattina appena svegli per dare una botta di glicemia all’organismo e iniziare la giornata con il sorrisone.

Mentre cuociono nel forno profumano tutta la casa di cose buone, di cannella, di cardamomo… così chi vi viene a trovare viene invaso da immagini dolcissime di nonne ciccione e sorridenti con le mani sporche di farina; e si possono benissimo pucciare nel latte a colazione finché non diventano belli gocciolosi (come il pandoro la mattina del 27 dicembre, quando si è indurito un pochino: chi non lo ha mai provato è uno sfigato).

Altra cosa fantastica dei kanelbullar, meno sognante e più pratica: si possono surgelare. Anzi, in Svezia li vendono anche al supermercato già belli e surgelati, così la domenica che avete tempo vi svegliate belli tranquilli, li schiaffate nel microonde, e alé.

Sono anche molto semplici da preparare, il che non guasta.

INGREDIENTI PER 15 KANELBULLAR

Per la pasta:

  • 25 gr. di lievito di birra
  • 75 gr. di burro
  • 250 gr. di latte
  • 60 gr. di zucchero
  • 1 pizzico di sale
  • un cucchiaino di cardamomo
  • 420 gr. di farina

Per il ripieno:

  • 50 gr. di burro
  • 60 gr. di zucchero
  • un cucchiaio di cannella

Per guarnire:

  • un uovo
  • 40 gr. di granella di zucchero

PREPARAZIONE:

Pasta lievitata

Spezzettare il lievito in una ciotola. In un pentolino far sciogliere il burro e aggiungere il latte, fino a far arrivare

il tutto a 37°C (fate sempre la solita prova del ditino).

Versare un pochino nella ciotola con il lievito finché il lievito non si scioglie, poi aggiungere il resto.

Pasta stesa con una boccia di Falanghina accanto per farvi capire le misure

Aggiungere sale, cardamomo e zucchero. Aggiungere la farina piano piano, facendo attenzione a non metterne troppa altrimenti la lievitazione ne risentirà, e lavorare fino ad ottenere un impasto liscio e morbido.

Coprire con un panno, e lasciare riposare per 45 minuti in un luogo fresco e asciutto e lontano dalla luce diretta del sole (ad es. il forno spento). Nel frattempo preparare il ripieno facendo sciogliere il burro in un pentolino e aggiungendo lo zucchero e la cannella.

Rotolo di pasta con ripieno dentro

Passati i 45 minuti lavorare la pasta ancora un po’ per eliminare le bollicine d’aria che si saranno create durante la lievitazione.

Fare un rettangolo con la pasta lungo più o meno mezzo metro e alto più o meno 20 cm. A questo punto spennellare il ripieno sopra il rettangolo e arrotolarlo.

Rondellina tagliata

Tagliare delle rondelle spesse circa un centimetro e mezzo e appoggiarle ben distanziate tra loro su una teglia coperta con carta da forno.

Coprire e far riposare ancora per 30 minuti.

Nel frattempo far riscaldare il forno a 225 gradi.

Passati i 30 minuti sbattere l’uovo e spennellarlo sopra ogni rotolino, e cospargere con la granella di zucchero.

Cuocere nel forno per 10-12 minuti, o comunque finché i kanelbullar non saranno belli dorati.

Kanelbullar pronti!

Buon appetito!

I.

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  1. Aaargh che nostalgia! E non capisco se più del profumo delle kanelbullar o delle mattine allo Pressbyrån a sbevazzare caffè e a far finta di capire i titoli di Sydsvenskan…

    • Davvero… a me manca prendere il caffè di corsa facendo un casino allucinante e rovesciarmelo puntualmente sulle gambe appena montata sulla metro… Penso che gli stoccolmesi stiano ancora temendo il mio ritorno 😉

      • Decisamente più poetico sbrodolarsi a Stoccolma che sgomitare al bancone di un autogrill. Credo. A meno che non sia la solita sindrome dell’erba del vicino… 🙂

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