Sua Biondezzas hjortgryta med svamp, Stormaktsporter e considerazioni sulla vita alcolica dei viKi.

Seconda volta che piazzo il biondo ai fornelli a fini bloggistici… e stavolta devo ammettere che ha superato se stesso.

La ricettina che ha proposto è infatti stata un simpatico stufato di cervo alla birra scura e funghi* (sì, mi considero una donna fortunata, in effetti), ed è uscita una cosa assolutamente superlativa. Sì ok, ora basta con questi complimenti o si gonfia a pressione.

Ammetto che da bisbetica quale sono ho sollevato perplessità sul cucinare la carne in una lattina di Guinness, io, quella che il vino è un esempio di civiltà romana che voi baVbaVi neanche vi sognate; ma Jansson mi ha (giustamente?) mandata a cagare.

Ma diciamoci la verità, l’opposizione alcolica tra noi terroni e Germaland non è solo quella vino VS birra, è anche sull’uso che si fa di cotante fermentazioni, o più che altro sulla quantità in cui esse vengono ingurgitate…

Prendiamo ad esempio un test situazionale apparentemente banale: è sabato sera, vi infighettate e uscite con i vostri amici. Bevete per fare i sympa e arrivate al punto di sbavare il kebab che vi siete comprati (anche se non vi ricordate di averlo fatto) davanti a persone appena conosciute, cadendo malamente sul marciapiede reiterate volte e pisciando allegramente a idrante, stile Benigni nel Piccolo Diavolo.

Il giorno dopo aver fatto tutto ciò un italiano medio pensa: “Bene, è giunto il momento di emigrare, ora prendo un bell’atlante astronomico e scelgo un altro sistema solare su cui sbarcare, perché sul mio non ho più nessuna credibilità sociale”.

Il viKi no. Il viKi si è cazzo divertito! Il viKi non vede l’ora di rifarlo.

Il viKi si rifiuterà di bere vino a pranzo per tutta la settimana (perché bere un bicchiere di vino a pranzo è da alcolizzati), per essere poi tutto felice di strisciare tra pozze di vomito e altri escrementi umani il sabato sera.

De gustibus non disputandum est (disse il gatto che si leccava il c***, come aggiunse Confucio)…

Tra l’altro, Tacito li aveva inquadrati nel suo De origine et situ Germanorum: verso il 100 d.C. infatti i Germa bevevano già un casino. Andavano matti per una sostanza chiamata cervogia, ovvero orzo e avena fermentati (quindi una specie di bisnonna della birra, ma senza luppolo). La cervogia era a basse gradazioni alcoliche rispetto al vino romano, ecco anche perché i Germa ‘tazzavano’ di più (ringrazio per il termine la mia amica milanese Mate).

Antica testimonianza che dimostra l’amore dei Germa verso la cervogia

Tacito allora la pensò bene, e suggerì di presentare l’amico Vino agli amici Germa, di modo che iniziassero a trincare questa bevanda, molto più alcolica di ciò a cui erano abituati, e non rompessero troppo le balle all’Impero perché troppo sbronzi per farlo.

Insomma, la stessa brillante idea che hanno avuto i coloni nei riguardi dei nativi americani: tu dare me terra, io dare te whiskey e poi tu andare a cagare in riserva. E ciao ciao Indiani d’America.

Ecco, Tacito però non aveva capito con chi aveva a che fare… Nel senso, questi non si fermano davanti a niente, sono capaci di mettere il ketchup negli spaghetti, di indossare le ciabatte con i calzini sotto, e di mangiare aringhe decomposte da mesi! Non poteva andarti bene, cara Urbe, e i Germa ti hanno fatto il chiulo. Bisogna saper ammettere quando si è inferiori.

Comunque sia, tralasciando gli aneddoti storici, la birra scura nello stufato è stata una rivelazione. La carne resta morbida e succosa e il sugo viene bello densino e corposo, e non sa di birra per niente. Io penso che sia stato davvero il miglior spezzatino che abbia mai mangiato, e anche i nostri ospiti a cena lo hanno spazzolato (con somma soddisfazione di Sua Biondezza).

Il procedimento è abbastanza semplice ma anche piuttosto lungo. Insomma, non è un piatto che si improvvisa.

Innanzitutto bisogna trovare il cervo, cosa che io ho fatto nei banchi dei surgelati della mia musa ispiratrice Ipercoop (era una carne buonissima, comunque). E poi bisogna lasciarla stufare per diverse ore, e lasciarla riposare una notte, quindi armatevi di pazienza, tenendo presente che sarete ben ricompensati.

Se proprio uno vuol fare lo svedese, la birra migliore da usare sarebbe la Stormaktsporter del birrificio Närke Kulturbryggeri di Örebro, un’Imperial Stout che si è presa il massimo del punteggio su http://www.ratebeer.com. Due degli slogan di questo birrificio sono “Öl är konst!” (Birra è arte) e “Öl är politik!” (Birra è politica): contro l’omologazione dell’industria delle birre, questo rivoluzionario e sovversivo birrificio si è schierato contro lo sfruttamento capitalistico del sistema, specializzandosi in una produzione artigianale di qualità per ritrovare il gusto autentico della birra. Dei socialisti etilici, insomma. Però questa birra al supermercato è molto più difficile da trovare del cervo, e la Guinness andava benissimo. Basta comunque che sia una porter/stout.

Sempre per essere veri svedesi, ricordatevi di servire il piatto con purè e marmellata di mirtilli rossi (o lingon), questi sì da prendere all’Ikea, perché pare che fuori dall’Ikea non si trovino. Una volta, in mancanza di meglio, ho usato la marmellata di visciole, che sono una specie di ciliegie più acide e amare, e il sapore era simile, quindi va bene anche quella.

Io ho usato lingon al whiskey, che sta particolarmente bene con la cacciagione, ma tanto in Italia non si trova, quindi ve lo dico solo a mo’ di “Haaa-haaa” alla Nelson dei Simpson.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

  • 500 gr. di bocconcini di cervo
  • una cipolla
  • mezza carota
  • un sedano
  • 8 bacche di ginepro
  • qualche cucchiaio d’olio
  • cuore di brodo (Knorr) di manzo
  • 40 gr. di funghi secchi
  • 90 gr. di burro
  • 33 cl di birra porter/stout
  • prezzemolo
  • un cucchiaio di farina
  • sale
  • pepe nero

PREPARAZIONE

Mettere i funghi secchi in una bacinella con dell’acqua (dovranno stare in ammollo per circa 40 minuti).

Soffriggere in 30 gr. di burro e qualche cucchiaio d’olio la cipolla, il sedano e la carota in una pentola capiente.

A parte salare e pepare la carne e poi scottarla in altri 30 gr. di burro a fiamma alta. Non soffriggere tutta la carne allo stesso tempo, altrimenti il liquido che la carne rilascia farà ‘bollire’ la carne, che invece deve rigorosamente scottare per prendere colore (no colore, no sapore).

Aggiungere la carne al soffritto e versare la birra lentamente.

Mentre la birra evapora preparare mezzo litro di brodo di carne con il cuore di brodo e aggiungere allo stufato.

Triturare le bacche di ginepro (preferibilmente in un mortaio) e aggiungerle insieme a sale e pepe.

In un’altra padella ancora, passare nei restanti 30 gr. di burro i funghi ammollati e salarli. Poi aggiungerli allo spezzatino insieme a una parte dell’acqua dove erano stati fatti precedentemente ammollare.

Cuocere per circa due/tre ore a fuoco basso (controllate: la carne deve essere morbida, però se ci sta troppo si sfa, calcolate che la carne di cervo è più morbida di quella di manzo, per cui deve stare un po’ meno), coprire e lasciar riposare una notte.

Il giorno dopo, aggiungere un cucchiaio di farina per far addensare il tutto e cuocere per altri 30/40 minuti a fuoco basso.

Spolverare con prezzemolo tritato.

Hjortgryta med svamp pronto!

Buon appetito!

I.

*Hjort (cervo) gryta (stufato) med (con) svamp (fungo).

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  1. ma tu stai malissimo a parlare così poco della Stormaktsporter, quella birra è un mezzo di santo graal della cultura birraria mondiale

    • Caro Filippo, hai ragione… d’altronde la mia cultura sulla birra è prossima allo zero (mea culpa, mea culpa)… in realtà il post era sullo stufato, non ho pretese enciclopediche, abbi pazienza 🙂
      Comunque grazie della precisazione!

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