Avanti popolo! Bamse e gli honungsflarn.

Aujourd’hui il piatto che vi propongo sono gli honungsflarn, ovvero dei buonissimi biscottini al miele

E’ una ricetta elementare, anche perché non c’è il lievito, quindi non c’è la menata di aspettare, coprire, non fare casino nella stanza dove lievita la pasta, etc. Si mischia, si inforna, si mangia. Olé.

Con lo zucchero a velo non si creano grumi, e il miele poi non li rende troppo dolci, resta come retrogusto ma senza essere stucchevole, e in più fa sì che la pasta sia morbida ed elastica e facile da lavorare.

Occhio alla cottura! Come tutti i biscotti che si rispettino, può capitare che in un forno bastino 2 minuti, in un altro 6, e così via. Ovviamente dipende anche dallo spessore, ma secondo me dipende anche dai forni. Comunque basta affidarsi alla prova empirica guardando la cottura per la prima infornata, registrare e ripetere. Io una mandata l’ho bruciata, ma mi consolo perché è un’inevitabile certezza: almeno qualcuno uscirà carbonizzato, fatevene una ragione, (tanto la ricetta che vi scrivo è per 97 biscotti -contati uno per uno-, quindi anche se 7 o 8 vanno a puttane, ci può stare, no?).

Bene, dopo avervi dato i classici consigli di tipo materno, ovvero intrinsecamente inutili, della serie: “non perdere le chiavi”, “se hai fame mangia”, and so on, and so on (infanzia difficile), vi passo a parlare dell’ingrediente principale, ovvero il miele.

Mia madre (quella di cui parlavo sopra, quella dei consigli superflui come i peli sotto le ascelle) mi ha attaccato la paranoia del miele italiano. Da Chernobyl infatti non si è più ripresa, povera donna. No, no… non nel senso che ha una coda di macaco in mezzo agli occhi o i denti sui gomiti, ma nel senso che per il miele c’è andata in crisi, e quindi dall’86 compra solo miele 100% italiano, e siccome io ho la capacità di farmi attaccare le paranoie come l’influenza, lo compro anche io. Grazie mamma per un’altra turba mentale che ho aggiunto alla lista per colpa tua.

Ma tralasciamo i drammi familiari e continuiamo sull’argomento miele.

Un dolcissimo svedese intrippato con il miele è Bamse, Världens starkaste björn, ovvero l’orsetto più forte del mondo.

Bamse fu creato negli anni ’60 da Rune Andréasson, ed ebbe subito un grande successo: è un piccolo orsetto marrone, che diventa il più forte del mondo quando mangia il Miele del Tuono della nonna (Farmors dunderhonung), e lo fa sempre per aiutare i deboli contro i potenti. Bamse vive su una collina (tra l’altro disegnata da Andréasson dopo una vacanza in Italia e dopo essere stato folgorato da Taormina) con i suoi amichetti (tra cui un gattino tanto carino che si chiama Jansson come il mio fidanzato).

Bamse con il suo Miele del Tuono

Comunque può sembrare un banale fumetto per bambini ma non lo è: la serie nel tempo ha trattato di argomenti molto seri, come bullismo, razzismo, abuso sui minori, disabilità, alcolismo, traffico d’armi, xenofobia, etc. schierandosi apertamente su posizioni antimilitaristiche, animaliste, di responsabilità sociale, di eguaglianza, contro l’ignoranza e i falsi miti (es. ha apertamente criticato l’astrologia), e sull’importanza della conoscenza per combattere gli affamatori del popolo.

Uno dei cattivi sarebbe infatti un topo ricchissimo e avido, simbolo del capitalismo, che compie ogni azione per soldi, e va da sé che le azioni che compie sono sempre nefande (amo la parola ‘nefando’) e dirette contro i poveri animaletti abitanti della collina, che chiedono così aiuto al Che GueBamse.

“Bene, se non fate come dico io, chiudo la galleria. Arrivederci!”. Vediamo qui rappresentato un fenomeno noto come serrata, dove il padrone chiude baracca e burattini e si rifiuta di cacciare soldi se gli operai non accettano tutto quello che lui vuole. In Italia (ma non in Svezia) la serrata è fortunatamente un illecito sindacale (art. 28 Statuto dei Lavoratori).

Quindi i fremiti del ’68 colpirono duramente (e giustamente, direi) anche il fumetto, e Bamse iniziò ad essere visto come un cospiratore, come un sobillatore: fu apertamente ‘accusato’ di essere un comunista, perché i suoi slogan come Många små svaga tillsammans kan besegra den starke, “tanti piccoli e deboli possono distruggere il forte”, facevano temere la ridente socialdemocrazia, che per colpa di uno stupido orsetto vedeva smascherate tutte le sue stronzate nell’armadio (o forse erano scheletri).

Addirittura studenti universitari scrissero tesi per affermare questo orientamento politico di Bamse, orsetto rosso che esaltava i regimi comunisti (ecco però, voi immaginatevi questi professori poverini, che dovevano mettersi a discutere una tesi su uno pseudo Topolino… io avrei bocciato tutti senza pietà), etc…. Povero Bamse, mammamia.

Nel 1988 ci fu un altro albo che fece scandalo: si voleva condannare l’uso di droga, e si presentarono tre figure chiamate Eragord, Nifrom e Nioreh (leggetele un po’ al contrario) che offrivano una strana bevanda fatta di fiori alla tartarughina, che dopo aver bevuto iniziava a volare su nuvole rosa e ad avere la cosiddetta botta del giaguaro, sostanzialmente. Allora ci fu una sollevazione popolare di genitori incazzati (tipo quella dei Simpson “perché nessuno pensa ai bambiiiiiniiiiii?”), insegnanti incazzati, tutti incazzati.

Comunque nel 2004 Andréasson morì, e Bamse, come da prevedere, si annacquò, per la buona pace della classe dirigente svedese. Addirittura il suo creatore aveva assolutamente proibito che Bamse avesse una schiera di merchandising con il suo marchio, per evitare che fosse commercializzato, mentre invece oggi abbiamo: dentifrici, spazzolini, shampoo, balsami, creme solari, chewing gum, un gioco per Game Boy, un gioco per PC, un gioco per Nintendo DS/DSi, una sala per bambini in una grande catena di hotel svedesi, una collezione di vestiti del marchio Lindex,  e… al colmo dell’umiliazione, la catena svedese di fast-food chiamata Clock (che non ha retto alla concorrenza dei colossi yankee e ha chiuso), aveva addirittura il Bamse Meal… Che bruttissima fine… Un po’ come Gorbaciov che pubblicizza Pizza Hut.

Bene, dopo questa storia tristissima di crollo di ideali, e omologazione del primo mondo, e logica del potere e del denaro, passo a illustrarvi la ricetta di oggi.

Le quantità prendetele con le molle, perché dipende dalla consistenza che volete per la pasta, io ad esempio ho aggiunto della farina, regolatevi un po’ a occhio, tanto i biscotti sono buoni sempre. Ah, se non volete passare i prossimi 4 giorni a mangiare honungsflarn potete anche dimezzare le dosi.

Sono buonissimi cosparsi di honungsnötter, ovvero miele + noci, mandorle, nocciole, arachidi, anacardi (insomma, la frutta secca che si mangia a Natale). Sostanzialmente prendete le nötter (ovvero la frutta secca) che volete, le fate a pezzi piccoli ma non troppo, tipo granella, e poi aggiungete il miele finché non ha la consistenza che vi piace. Io non l’ho aggiunta ai biscotti perché sono una deficiente e me lo sono dimenticata, ma voi fatelo perché secondo me ci sta benissimo (consiglio fuori tema: provate la honungsnötter anche su macedonia e gelato alla vaniglia).

Questi biscottini sono ottimi da servire con tè e caffè e anche con il gelato, se li fate sottilissimi come una cialdina. I golosi svedesi raccomandano anche questa simpatica soluzione: prendere biscotto 1, spalmarlo di nutella o marmellata, prendere biscotto 2, sovrapporre biscotto 2 a biscotto 1 farcito = mini sandwich di biscotto.

Come sono creativi questi svedesi!

INGREDIENTI PER 97 BISCOTTI:

  • 200 gr. di burro
  • 125 gr. di zucchero a velo
  • 250 gr. di farina
  • 4 cucchiai colmi di miele
  • 2 uova
  • 5 cucchiaini di zenzero

PREPARAZIONE:

Riscaldare il forno a 200 °C.

Far sciogliere il burro in un pentolino e aggiungere tutti gli ingredienti. Rovesciare su un piano infarinato e lavorare bene la pasta con le mani.

Stendere la pasta in uno strato sottilissimo e fare dei biscottini con una tazzina da caffè.

Mettere su carta da forno e sopra una teglia e infornare. Cuocere per 3-5 minuti, girare i biscotti e cuocere per altri 3-4 minuti.

Far raffreddare.

Honungsflarn pronti!

Buon appetito!

I.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...