La fisksoppa e gli svedesi insospettabili

Ecco, a chi mi avesse detto che la zuppa di pesce era un piatto tipico svedese, gli avrei francamente riso in faccia. Nel senso, io sono livornese, e come direbbe Lino Banfi, sarebbe come parlare di chèzzi a casa dell’inchezzèto.

E invece questi biondacci ci stupiscono ancora una volta…

E vi dirò di più… a me questa fisksoppa (sì ok, vuol dire “zuppa di pesce”, c’era veramente bisogno?!) mi è piaciuta assai, e mi sbilancerò se aggiungo che mi è piaciuta ancora più del cacciucco.

Tra l’altro, approfitto dell’occasione per ricordare ai non-livornesi che a noi livornesi non piace questo dialogo: “Sei di Livorno? Ah! Il CaCiucco”. Bene. NO. Cacciucco ha due “c” innanzitutto, e poi avete anche rotto. Sì lo so, io approfitto dei miei post per litigare con il mondo, ma tanto il blog è mio e faccio quello che mi pare.

Dicevamo… gli svedesi hanno la capacità di essere onnipresenti.

Il cuoco Olaf del Muppet Show

L’ incontro con la Svezia nella vita psichica dell’italiano medio, però, passa attraverso varie fasi evolutive, e avviene più o meno in questo modo: 1) Prima infanzia: “Budibudibudibudi” (cuoco svedese dei Muppets, di cui si ignora la provenienza) 2) Età prescolare: “ma i monti che sorridevano a Heidi erano in Svizzera o in Svezia?” (si insinua il dubbio) 3) Adolescenza pre-ormone: “Seee that giiiirl, watch that sceeeene, diggin’ the daaancing queeeeen” (dai sì, gli Abba sono svedesi, no? Richiesta di conferme) 4) Adolescenza post-ormone: “Svezia = figa” (certezza matematica. Ora si sa dov’è la Svezia, si impara l’inno a memoria, e si programma ogni vacanza che dio mette in terra in questi iperborei luoghi, dove tanto le ragazze non la sganceranno mai) 5) Età adulta: “Vado a vivere da solo” (fase della rassegnazione esperta: mi compro i mobili all’IKEA mangiando le aringhe del self-service e comprando le patatine alla Bottega Svedese, e sì che conosco la Svezia se mi mangio anche le polpette con la marmellata, cribbio).

Per un motivo o per un altro dunque si inizia ad avere la consapevolezza che nel mondo esiste un paese chiamato Svezia.

Quello che però la maggior parte delle persone ignorano è che gli svedesi si espandono silenziosamente nel mondo, soprattutto nel cinema e nella musica leggera.

Questo sarà un post atipico, perché mi impegnerò a sgominare la banda di svedesi in incognito che stanno segretamente tentando di appropriarsi dello showbiz.

Partiamo dal cinema… Volete partire da quelli facili facili? E va bene, vi accontento:

Ingrid Bergman, Anita Ekberg e Greta Garbo, e con questi tre mostri sacri vi ho già spiazzato. Ma per chi mi prendete? Posso fare cotanta presentazione per spararvi tre nomi che sapevate benissimo essere viKi?

C’è anche il buon Max von Sydow, il prete dell’Esorcista che si faceva svomitazzare sulla sciarpetta, Peter Stormare, uno dei nichilisti del Grande Lebowski, e Alexander Skarsgård, famoso (dice, ma io sono out) per essere il vampiro Eric in True Blood, ma conosciuto modestamente da me solo per il video della canzone Paparazzi di Lady Gaga (dove infatti all’inizio lei parla in uno svedese molto approssimativo).

Alexander Skarsgård che si spupazza Lady Gaga

Ancora non siete stupiti, eh? Volete passare agli attoroni con sangue svedese nelle vene? Preparate i pop corn: Matt Damon, Kirsten Dunst, Melanie Griffith, Jake Gyllenhaal (e di conseguenza la sorellina Maggie), Val Kilmer, Brandon Lee, Michelle Pfeiffer, Julia Roberts, Uma Thurman.

E’ anche vero che gli attori americani famosi (tranne l’indianone di Qualcuno volò sul nido del cuculo e pochi altri) discendono necessariamente da qualche europeo, e se si calcolassero gli americani di discendenza irlandese o italiana avremmo sorprese ben più grosse. La Svezia all’epoca era un paese molto povero, e l’emigrazione verso il Nuovo Mondo fu cospicua, basti pensare che anche in Titanic c’è la scena degli emigrati svedesi (dai, la scena del biondo che perde a poker e fa per dare un cazzottone a Di Caprio dicendogli Förbannade usling! Ma come si fa a dare del “maledetto bastardo” a Jack Dawson?).

MA.

Io ho sempre dei ma.

Pensiamo alla musica leggera… qui non vi frego, e a parte la cantante degli Evanescence, il cantante dei Pennywise e i fratelli Wilson dei Beach Boys, che vi dico così en passant, vi metto solo viKi 100%.

Allora vabbè, gli Abba, già detti, Ace of Base (“aaall that she wants is another baby she’s gone tomorrow boy”), Alcazar (“cryyying at the discotheque”), The Ark (“it takes a fool to remane sane”), Avicii (“ooooh sometiiiiiiimes”), The Cardigans (“love me love me say that you love me”), Caesars (“you feel iiiit running through your boooooooooones, and you jerk it out”), Eagle-Eye Cherry -lui ve lo metto qui sotto- (“saaaaave tonight and fight the break of dawn cooooome tomorroooow”), Emilia (“I’m a big big girl in a big big world”), E-Type (“campioooone, campiooooone”), Europe (“it’s the fiiiiinal countdoooown”), The Hives (“yeeeeeeeh, I was right all aloooong”), Andreas Johnson (“sheeeeeee’s bringing me in, checking me out, making me gloooorious”), Meja (“it’s all about the money, it’s all about the dandandararandan”), Rednex (“where did you come from where did you go, where did you come from Cotton-Eye Joe”), Roxette (“it must have been love but it’s oooover nooooow”), Wannadies (“youuu and meee awaaay and forever”), etc.

Senza contare tutto lo scenario heavy metal dove la Svezia domina, ma di cui io non so assolutamente un piffero… dovrei chiedere ai miei compagni di corso di svedese che almeno all’apparenza sembrano gasati di metal. Nel caso vi faccio sapere.

Comunque visto che ormai ho iniziato e per fermarmi dovete sopprimermi, sapete che anche Ray Bradbury aveva origini svedesi? E anche (rullo di tamburi) i Bush!

Comunque me ne sarò scordati almeno un milione, quindi fatemi sapere se ne trovate qualcun altro, li smaschereremo un giorno…

Tutto ‘sto pippone micidiale per dirvi che la zuppa di pesce non mi sembrava en svensk klassiker, ma invece lo è… e Sua Biondezza, bellino, me l’ha preparata quando stavo morendo di tonsillite/tosse/febbre/mal di testa a letto. CHE OMO!

Comunque credo sia facile da fare, anche se nei miei deliri febbrili non ho visto un belino. Ma me la sono fatta raccontare e l’ho mangiata, per cui posso raccontarla anche a voi e quantomeno garantirvi che è ottima. Secondo me poi è anche un piattino elegante da presentare a una cenetta. Fa effettivamente la sua porca figura tutto impiattato con la panna acida sopra e l’aneto.

Ah devo anche comunicarvi una cosa: è stata usata la panna acida del supermercato stavolta, e non regge il confronto. Fatela voi con la mia ricetta, che è meglio (magari dimezzate le dosi, perché ve ne serve solo uno/due cucchiai a piatto).

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

  • 50 gr. di burro
  • 2 spicchi d’aglio
  • un porro
  • una cipolla
  • 1 lt. circa di brodo di pesce (fatto un po’ col dado e un po’ con le teste di gamberi messe a bollire)
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 4 pomodori tagliati a pezzi
  • 2 patate tagliate a cubetti
  • 1 dl di panna fresca
  • circa 200 gr. merluzzo
  • circa 300 gr. di salmone
  • 180 gr. di gamberi
  • un bel po’ di aneto
  • 4-8 cucchiai di panna acida
  • sale e pepe nero q.b.

PREPARAZIONE

Mettere a bollire le teste e i gusci dei gamberi in un litro d’acqua con un po’ di vino, sale, pepe e un dado di brodo di pesce. Lasciar bollire per 30 minuti.

In una pentola molto capiente far soffriggere il porro, l’aglio e la cipolla nel burro. Aggiungere il brodo e un po’ di vino bianco.

Aggiungere le patate e i pomodori tagliati a cubetti. Quando le patate sono cotte (ma abbastanza durine) abbassare la fiamma, aggiungere la panna fresca e lasciar cuocere per un paio di minuti.

Salare il merluzzo e il salmone e poi aggiungerli al brodo insieme ai gamberi, e far cuocere per circa 5 minuti. Attenzione a non cuocere troppo il pesce.

Salare e pepare secondo i gusti, togliere dal fuoco e servire con una o due cucchiaiate di panna acida e abbondante aneto.

Fisksoppa pronta!

Buon appetito!

I.

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  1. Cioè… ho vissuto 6 mesi in Svezia e nessuno mi ha mai detto che Eagle Eye Cherry era svedese! Non ci posso credere, adoravo quella canzone… BASTARDI!

    🙂

  2. Io odio il pesce. Piuttosto che mangiare una fisksoppa preferirei piluccare un branco di alci sudate. Però poi rido fino a commuovermi davanti alle tue ricette… 😉
    Splendidi i tuoi spartiti testuali. Ho riconosciuto praticamente tutte le canzoni.
    Però ehi, non mi puoi glissare su Yngwie Malmsteen, il chitarrista fotonico. Lo so, sembra una vecchia checca metallara, ma è solo apparenza. E’ uno che slega su Bach e Beethoven come io, alle elementari, slegavo su “piva piva l’olio d’oliva” con il flauto.
    Un biondone imperdibile.

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