Anche i re mangiano fagioli: bruna bönor med fläsk e famiglia reale

Lo so, lo so… sto latitando di nuovo. Non tiro più neanche fuori la storia dello studio, tanto lo capite immediatamente che in realtà sono andata al mare a farmi i cavoli miei e ho pensato a tutto fuorché alla cucina svedese… Però poi ho riflettuto sul fatto che non posso abbandonarvi per un’intera estate… sarei senza cuore.

E allora, tra un mojito e una partita del campionato europeo, tra feste di compleanno sui prati e cene alcoliche, ho avuto un’epifania: io non ho mai parlato della monarchia svedese!

E guardate, questo è un vero colpo per me stessa da buttare giù… Chissà perché non ci ho mai pensato. Perché non è che ci ho pensato e poi ho deciso di essere buona e non deridere troppo la Svezia (vi pare?!), ma proprio mi è passato!

Ora, prendere per il culo la monarchia più che sparare sulla proverbiale croce rossa è come fare a gara di salto in lungo con un paralitico e ridergli in faccia perché ha perso (a proposito, grazie dott. ing. Bergamo per queste perle di immagini che poi io rivendo come mie), però insomma, serve qualcuno che lo faccia.

Come tutti saprete, ammesso e non concesso che vi siate mai posti il problema, la Svezia è una monarchia… Sì, lo so, nel 2012 esistono ancora i re e le principesse, è surreale. Ma brutto. Surreale ma brutto.

E vi dico fin da subito di non menarmela con la storia che il re svedese va in bicicletta con i jeans e se gli fanno una multa la paga, perché sono puttanate. Il re svedese ha un milione di macchine lussuose, si fa fare i vestiti su misura dal sarto, e dubito fortemente che qualche spaurito sbirretto svedese gli abbia mai fatto una multa in tutta la sua vita… in poche parole: il re svedese pensa a voi quando è sul suo regale cesso.

Certo… ora potete fare come tutti gli italiani esterofili (lo è il 99% della popolazione totale) o come tutti gli svedesi privi di spirito critico verso la propria nazione (non lo è l’1% della popolazione totale) e dirmi che sì, noi abbiamo una repubblica che funziona male, allora meglio la monarchia che funziona bene. E io, pur alzando gli occhi al cielo, vi rispondo anche: è sacrosanta questa obiezione… il problema è che non è un’obiezione. Sì, l’Italia funziona con le chiappe, sì, la Svezia tendenzialmente funziona per bene. E allora? Il topic del post, se ve lo foste perso, è parlare della famiglia reale svedese, ovvero i sympatici Bernadotte. Quindi non rompetemi i ball’.

E del resto scusate, scontri culturali a parte… ma se il re deve esserci che sia un re con i cazzi: corona, scettro, pelliccia d’ermellino etc. Insomma, se il papa facesse i festini vestito di latex, avrebbe senso?! L’essenza di un re è essere una spanna (ma anche due) sopra il disprezzabile volgo. Se ti cuci i bottoni e ti pulisci i denti con lo stecchino… che minchia di re sei?!

I Backstreet Boys tutti schierati… No scherzo, la famiglia reale.

Ordunque… La famiglia reale svedese è composta da Carlo XVI Gustavo, il re, e la moglie Silvia di Svezia, il cui lavoro è seguire il marito a giro per il mondo (bella vita, ‘tacci sua). I due mangiapane a ufo hanno tre figli: la minore Maddalena, che doveva sposarsi con il sosia di Big Jim, ma poi lui l’ha riempita di corna e quindi tutto è andato a monte; Carlo Filippo, che avrebbe dovuto essere il futuro re, ma Palme abolì la legge salica, e Carlo Filippo la prese sonoramente tra le sue nobili chiappe; e poi c’è lei, la futura regina, la mitica Vittoria.

Vittoria oltretutto è anche 195ma nella lista di successione al trono del Regno Unito, per qualche oscura ragione di parentele e stronzate varie che permeano il sistema monarchico. Io queste regoline e regoluzze di successione non le so e non le voglio sapere… per cui cercatevele da soli.

Dovete sapere che la nostra Vittoria se la faceva con il suo personal trainer, che tra una smassaggiata di cosce e un “muovi quel culo!” ci aveva visto lungo… infatti se l’è sposata e l’ha anche ingravidata. Chiamalo scemo.

Per darvi un’idea di quanto tutto ciò abbia un peso nella ridente Svezia, all’aeroporto di Arlanda un cartellone digitale segnava il countdown al matrimonio della principessa, matrimonio che è stato trasmesso a reti unificate sulla televisione pubblica svedese (poi ci si lamenta della RAI), così come il battesimo della povera pargoletta dei due, che si è vista assegnare il nome di Estelle…

“83 giorni mancanti al matrimonio del 19 giugno. Le nostre congratulazioni di cuore!”

Ma perché tutto sto pippone sui regnanti?

A parte, perché no? E poi anche perché indovinate dove passano le loro vacanze estive i Bernadotte? Sull’isola di Öland

E ora voi commenterete con: “E sticazzi?”. E invece è molto importante, perché su quest’isola vengono coltivati i fagioli marroni dell’isola di Öland (bruna bönor = fagioli marroni), che sono alla base della ricetta che vi propongo quest’oggi.

Questi fagioli (che pare possano essere sostituiti con i fagioli Pinto o con i fagioli Navy, della cui esistenza ero ignara fino a trenta secondi fa) sono coltivati su quest’isola da parecchio tempo, tanto che il buon Linneo, che era talmente palloso da ragionare ore e ore su ogni cazzutissima fogliolina di questo pianeta, disse che il clima dell’isola era particolarmente adatto per la crescita di questi legumi. Insomma, per una volta il clima svedese è buono per qualcosa, no?

Comunque sia, io ho usato i fagioli neri dell’Ipercoop (sì, sempre lei). Vi sfido a trovare i fagioli marroni dell’isola di Öland. Quando lo farete, aprite un blog sulla cucina svedese da soli e mandatemi pure in culo. Ve lo sarete meritato.

Se siete vegetariani, ma anche vegani, potete eliminare semplicemente la pancetta e va tutto bene. In fin dei conti il piatto principale di questa ricetta sono i fagioli, non il fläsk, il suino (stranamente).

Altre precisazioni sulla ricetta: lo sciroppo d’acero in realtà nella ricetta non c’è, ma c’è un non meglio identificato ljus sirap, “sciroppo chiaro“, che deve essere una sinteticata germanica… boh, comunque dice che si può sostituire con miele o sciroppo d’acero, quindi insomma, regolatevi voi.

Inoltre l’aceto non è proprio aceto, perché gli svedesi sono precisi: aceto è vinäger, ed è quello buono. Quello per la ricetta invece è l’ättika. Avete presente quando il bollitore forma delle stalattiti di calcare e fa tutti quei pezzettini di schifo che vi galleggiano nella tazza? Bene, l’ättika è l’acetaccio da mezza lira che usate per pulire il bollitore. In Svezia ci cucinano.

Del resto questo si può capire se si considera che l’aceto è il fratello stupido del vino, bevanda totemica della cultura mediterranea… Sanno una sega loro!

INGREDIENTI PER 5 PERSONE:

  • 500 gr. di fagioli neri secchi
  • 5 cucchiai di sciroppo d’acero
  • 4 cucchiai di aceto bianco
  • 3 cucchiai di fecola di patate
  • 15 patate piccole
  • 10 fette di pancetta di maiale cruda bella spessa
  • una noce di burro per friggere la pancetta
  • sale

PREPARAZIONE:

Lasciare i fagioli una notte (o comunque una decina di ore) a bagno in acqua fredda.

Scolare i fagioli e sciacquarli con acqua fredda. Metterli in una pentola e ricoprirli di acqua fredda salata. Accendere il fuoco molto basso sotto la pentola, coprire e far cuocere per circa due ore, o comunque finché non saranno ammorbiditi.

Aggiungere sciroppo e aceto. In un bicchiere sciogliere i cucchiai di fecola in un pochino di acqua fredda e versare sui fagioli. E’ importante sciogliere la fecola nell’acqua, altrimenti diventerà una pappetta gelatinosa.

Bollire le patate come al solito e friggere la pancetta in un po’ di burro (io non me la sono sentita e ho usato l’olio, ma io non sono una vera viKinga, si sa).

Impiattare e mangiare.

Bruna bönor med fläsk pronti!

Buon appetito!

I.

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