Senapssill: Stoccolma VS Göteborg, aringhe di destra VS aringhe di sinistra

Questo è il mio primo piatto su commissione.

Ebbene sì, i miei fan hanno iniziato a chiedermi i piatti… Sto davvero diventando famosa, me lo sento.

Per cui cara B Asmara Curti sappi che, siccome sei stata la prima, per te è gratis. Per tutti gli altri, se volete piatti a richiesta, mandatemi un biglietto con su scritto che viKipiatto volete e un vaglia di 246€ (perché se la cifra non è tonda sembra sempre tutto più professionale), che slittano a 276€ se volete in più la dedica nel post. Al vostro buon cuore.

Bene, allora la fortunatissima B Asmara Curti mi ha chiesto le aringhe alla senape, e ha fatto proprio bene, visto che le ho fatte e poi me le sono sgonfiate con sommo piacere.

Dunque, le aringhe alla senape in svedese si chiamano senapssill, e sono un piatto molto molto molto comune al buffet di Natale, insieme ad altri 972 diversi tipi di aringhe.

Però allora… com’è che se cercate sul dizionario come si dice “aringa” in svedese (eh oh, magari avete avuto quest’impulso una volta nella vostra vita, cosa ne so?) vi vengono fuori due risultati?

Mistero

Dunque, innanzitutto dovete sapere che c’è della rivalità tra coste

La costa est è quella di Stoccolma, delle r mosce, dei vestiti firmati, dei locali superipercostosi, delle basette fashion e delle griffe bene in vista.
La costa ovest è quella di Göteborg, delle iiiii e delle yyyy, del porto, di gente alla mano che se la spassa, di odore di mare e di amiconi.

Stoccolma in tutto il suo splendore

Ora, io non so se davvero Göteborg sia tutto questo, magari no, però l’ho sempre sentito dire dagli stessi svedesi e non solo, quindi io a Göteborg do tanta fiducia, perché è un po’ come la Livorno del nord (a parte per il fatto che lì la gente magari lavora, e però via, gli scogli belli assolati vista Tirreno al tramonto e il ragù di polpo se li scordano).
Di Stoccolma ho invece esperienza diretta, e di sicuro vi posso dire che è la città bene (ed è anche facile incontrare gente simpatica come un prolasso della prostata), ma tant’è.

Diciamo che è la stessa contrapposizione che in Italia potrebbe esserci tra Roma e Milano, una città caciarona e simpaticona e una tutta fighetta di gente stressata. Che poi voglio dire, io a Milano ne ho conosciuti di simpaticoni e caciaroni, e anche parecchi, e quindi poi alla fine sono più stereotipi che altro… Però diciamo che nei grandi numeri ci azzeccano.

Ma cosa c’entra tutto questo con le nostre aringhe? Assolutamente un cazzo…
No scherzo, c’entra invece, perché i due modi di dire “aringa” sono sill e strömming, e come avrete capito uno è come chiamano l’aringa nella costa est, e uno nella costa ovest.

Va da sé che quelli della costa est preferiscano di gran lunga lo strömming, mentre gli altri il sill (così come la diatriba gambero di fiume VS scampo di cui vi avevo parlato qui), però si devono mettere l’animo in pace tutti, perché i biologi svedesi, che a quanto pare dopo Linneo hanno deciso di non avere più un cazzo da fare, hanno convenuto che sill e strömming sono la stessa identica cosa, cambia solo lievemente la dimensione e una vertebra.

Göteborg in tutto il suo splendore

E comunque io i campanilismi li rispetto sempre, perché se Pisa non avesse visto bene di farsi scappare il mare da sotto il culo, sono sicura che le triglie mie sarebbero le triglie mie, e le loro farebbero schifo.

Ad ogni modo, secondo l’assioma cartesiano per cui il tuo campanilismo ti sembra sempre più serio e quello degli altri ti fa ridere le balle, fregatevene di dove hanno pescato le vostre aringhe, tanto avranno lo stesso sapore.

Le sill vengono dal Mare del Nord, o per meglio dire dallo Skagerrak e dal Kattegat, che sarebbero i prolungamenti del Mare del Nord che bagnano le coste occidentali svedesi, mentre gli strömming vengono dal Baltico.

Se vi state chiedendo se c’è un criterio per il quale definisco sill al femminile e strömming al maschile bene, no, non c’è nessuna regola, o magari ci sarà anche ma non la sto seguendo, vado a orecchio. E poi smettetela di farvi ‘ste pippe mentali.

Se le sill sono lunghe più o meno fino a 40 cm, gli strömming sono più piccoli, circa 23 cm (gli strömming ci tengono a precisare che 23 cm sono una misura più che rispettabile, e che anche la famosa lunghezza di Rocco fa 23 cm, e nessuno si è mai lamentato… io sto solo riferendo).
Il cambiamento di dimensione è molto probabile che derivi dalla diversa salinità dell’acqua, che influisce a quanto pare in modo direttamente proporzionale: meno sale, meno lungo.

Ho letto che essersi abituati a un mare molto poco salato ha esposto gli strömming a talmente tanto stress che si sono rimpiccioliti e gli si è allungata la testa… Piccini, mi fanno una tenerezza! Infatti io tifo per loro, abbasso le sill, viva gli strömming.

Per il fatto che sono più piccolini, gli strömming inoltre hanno una vertebra in meno nella schiena, ma questa piccola differenza nello scheletro non li fa comunque essere una specie diversa, non c’è versi.

In realtà fu un decreto reale del 1500 che impose agli svedesi di definire strömming le aringhe pescate a destra di una linea immaginaria che partiva da Kalmar e arrivava alle coste polacche. Oh, questi re devono sempre mettere il becco su tutto: ma ora cosa ve ne frega di come uno chiama le aringhe?

Comunque poi il nome strömming non si sa neanche bene esattamente da dove venga: varie teorie pensano che derivi dall’Antico Svedese strömling o strömil, che avrebbe definito “chi si riunisce a gruppate nella corrente” (sì, insomma, le aringhe lo fanno no?).
Ad ogni modo il nome strömling continua a essere usato in altre isole linguistiche sul Baltico, e anche in tedesco Strömling vuol dire “aringa del Baltico”.

Sill VS Strömming

Per la bassa salinità dell’acqua, vi ho già detto che la testa degli strömming si è leggermente allungata, e in più hanno anche perso un po’ di grassi, quindi la carne è leggermente più compatta e leggermente più saporita… Ecco, io queste cose ve le dico perché sono pedante e anche perché mi dispiace tenere tutta questa scienza solo per me, però insomma, credo che neanche il re del decreto del 1500, se gli avessero dato un pezzo di strömming dicendogli che era sill, si sarebbe accorto della differenza.

Poi vediamo… altre notizie… Le sill raggiungono la maturità sessuale verso i 3-4 anni, mentre gli strömming, con tutta la baldanza dei loro 23 cm, la raggiungono prima, verso i 2-3 anni, perché come ognuno di voi saprà, dove non arriva l’hardware arriva il software, e loro a 3-4 anni avranno un’esperienza tale che le sill dovranno solo prendere appunti.

Poi ci sono anche altri dettagli tipo il suolo marino su cui preferiscono deporre le uova (sill rocce, strömming vegetazione), ma insomma, anche ‘sticazzi alla fine.

Più che altro è importante parlare delle senapssill che sono davvero un grande piatto. Io non ci avevo mai pensato a farle perché pensavo che fossero un casino, e poi ovviamente quando questa fanciulla mi ha chiesto se potevo farle… eh scusate, qui è partita la sfida.

E invece ho scoperto che sono davvero facilissime da fare, e fenomenali, anche se questo già lo sapevo. Sono venute mooooooolto più buone di quelle dell’IKEA, che insomma, ci vuole anche poco, però sono venute proprio così come dovevano venire, come le preparano amorevolmente in casa in Svea Rike.

Consigli che posso darvi: l’aneto è un casino da trovare, non so perché. Una volta dovevamo fare una cena svedese io e le mie amiche e lo avevamo cercato in milioni di posti senza successo; tipo 5 giorni dopo ero in Svezia al supermercato e c’era un cazzo di bidone pieno di aneto con un cartello sopra che specificava la provenienza: su quel cartello c’era scritto a caratteri cubitali “Italien“…

Ora, l’unica spiegazione è che se lo piglino tutto loro, perché io qui l’ho trovato di rado, però sappiate che l’erbetta del finocchio è più o meno la stessa cosa: stesso sapore, stesso odore e stesse foglioline.

Io stavolta ho usato questa, comprando 1 finocchio e 90 kg. di erbetta. Chissà cos’hanno pensato…

INGREDIENTI PER 5 PERSONE:

  • 450 gr. di aringhe fresche
  • 2 cucchiai mostarda delicata
  • 100 gr. mostarda forte
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 2 cucchiai di aceto di vino bianco
  • 3 tuorli d’uovo
  • 1 bicchiere pieno di aneto (o erbetta del finocchio) finemente tagliato
  • 1,5 dl. olio di semi di girasole
  • sale q.b.

PREPARAZIONE:

Lavare bene le aringhe con acqua fredda, tagliarle a pezzetti di circa 3 cm. e asciugare molto bene pezzetto per pezzetto con carta assorbente.

In una ciotola mescolare i due tipi di mostarda, lo zucchero, l’aceto, i tuorli e l’aneto. Aggiungere l’olio mentre si mescola, dapprima lentamente e poi tutto insieme.

Mescolare le aringhe alla salsa e lasciare nel frigo per una notte prima di servire.

Servire con un pochino di aneto fresco sopra, magari su dei crostini integrali.

Senapssill pronte!

Buon appetito!

I.

Snaps med ingefära, quando il Systembolaget prova maldestramente a salvare i viKi da loro stessi

Approfitto dell’attualità… in questi tempi in cui gli ubriaconi svedesi si addormentano sui binari della metropolitana (e vengono derubati da dolci personcine che non danno neanche l’allarme), è giusto parlare (nuovamente) di alcol.

Vi faccio un altro test situazionale, che mi garbano sempre parecchio: chiudete gli occhi e immaginatevi in una casetta IKEA, in una città/paese/foresta in un qualunque posto a caso in Svezia. Volete fare la ricetta di oggi, oppure volete anche solo una bottiglia di vino per cenare come dio comanda. Sono le otto di sera, e mentre i viKi intorno a voi hanno già mangiato, digerito e sono in procinto per il letto, voi e il vostro equilibrio biochimico che vi impedisce di cenare alle 18 state preparando la cena, e pensate che un goccio di qualcosa ci starebbe proprio bene.
Ma il giorno avete lavorato (magari in un posto di merda, e ciò rende il tutto molto più neorealista) e non avete avuto il tempo di attrezzarvi.
Qual è il primo pensiero che vi viene in mente? “Ah, menomale che in Svezia i supermercati chiudono alle 23“!

Poi però lentamente capite che la vostra frase contiene qualcosa di agghiacciante, anche se non capite cosa, e spostando il mento da un lato e guardando in alto alla J.D. di Scrubs, dolorosamente realizzate: Giàààà, siete in Svezia! “AL SUPERMERCATO GLI ALCOLICI NON LI VENDONO!!!!! *#§+$£%&”.

Been there, done that. Anche con il particolare neorealista del lavoro di merda.

Ehhh cari i miei sapientoni, mi dispiace per voi ma in Svezia al supermercato si trova solo la birra quasi analcolica. Credo che non si trovi neanche il Bacardi Breezer, ma su questo non ci giurerei, attendo conferme. Poi, per carità, trovate circa sei miliardi di bibite gassate zuccherose aromatizzate a tutti gli aromi sintetici del mondo (alcune di esse buonissime, ma ci torneremo in futuro, in particolare sul Trocadero e sullo Julmust), ma di una cazzo di bottiglia di vino rosso, che sul filetto di agnello che avete preparato con tutti i cazzi ci starebbe proprio bene, (Cristo, ancora mi viene da piangere) non c’è traccia.

Il vostro cordoglio però non vi ha impedito di notare al supermercato un mostro creato sicuramente dal sonno della ragione: il vino analcolico! Lo so che è come dire l’acqua asciutta, o lo sporco pulito, ma vi ripeto, lo so io e lo sapete voi. In Svezia non lo sanno. Oltretutto per dargli una parvenza di italianità lo hanno anche chiamato Bella Ella (chissà cosa poi voglia dire Ella, lo sanno solo loro)…

Bella Ella in tutto il suo macabro e inutile splendore

Che poi secondo me dovrebbe essere data la lapidazione su pubblica piazza per chi usa nomi italiani per proporre ‘sto genere di merda, come la pizza-ittaliana-pesto-pollo, la focaccia-belpaese-avocado-lontra-e-gabbiano, o i maccaroni al copertone-bruciato-e-ketchup. Dio santissimo, già abbiamo avuto Berlusconi fino a ieri, lo sappiamo che ci riconoscete, almeno Bella Ella risparmiatecelo.

Comunque, un consiglio en passant: NON provate a fare gli spaghetti alle cozze con il vino Bella Ella, perché dopo avranno magicamente il sapore di stallatico. Io mi sono trovata in questa situazione ed è stato brutto. Molto brutto.

Bene, e allora giustamente vi chiederete… E se voglio cazzo bere un po’ di vino? Innanzitutto non lo bevete a pranzo o i viKi vi emargineranno, perché qualcuno ha detto loro una volta che bere vino a pranzo è da alcolisti e loro ci hanno creduto e non si sono più posti il problema (ve lo avevo già accennato qui). Poi questo qualcuno sì è scordato di aggiungere che pisciare, vomitare e rantolare il sabato sera per strada sì che è davvero da alcolisti, e quindi loro questo lo fanno sentendosi a posto con la coscienza, perché nessuno glielo ha detto.

Una volta risolto il quando berlo, rimane il problema del dove trovarlo. Ma pensateci bene, camminando per le viKi-strade non avete mai visto un cartello giallo con una scritta nera… no, quello era per Bocca di Rosa, volevo dire un cartello verde con una scritta gialla che diceva “Systembolaget”? Bene, mission accomplished 😉

Cartello alcolico che si staglia ottimisticamente nel cielo

Il Systembolaget, familiarmente systemet,  è lo sfolgorante mercato monopolistico degli alcolici. Trovate birre, vini e superalcolici, e boh, forse anche analcolici, ma non so, non credo avrebbe molto senso. Diciamo tutto tranne l’assenzio, che pare in Svezia sia addirittura illegale.
Ci sono circa 400 punti vendita in Svezia, e 500 agenti, alias tizi che portano cicchettini in zone impervie tipo nel Nord, quei paesini da 100 abitanti umani e 200 renne, roba così. Pare che questi agenti siano espertissimi di accostamenti alcol-cibo. Non ho mai avuto il piacere di affrontare una conversazione con un agente systemico, ma io non mi fido dei loro accostamenti, non lo farò mai.
Chiamatemi pure nazionalista, ma fidarsi di un viKi che pontifica sul cibo è bene, non farlo è molto meglio.

Volete divertirvi un pochino? Praticamente sul sito del System hanno pubblicato una ricerca di fantastoria/scienza (tipo i libri di Saramago) sulla fatidica quaestio sul “come sarebbe la Svezia senza monopolio degli alcolici”, che, voglio dire, sarebbe come andare al Vaticano e chiedere ai cardinali di fare una ricerca su come sarebbe il mondo senza il cattolicesimo… cosa ti predicono secondo te, l’apocalisse oppure ‘più figa per tutti’?! Suvvia!

Comunque questa presentazioncina in flash, che vi mostra quanto il System tenga alla vostra salute e che trovate qui, è davvero delirante.
Raffigura una piccola cittadina svedese, voi passate il mouse nelle varie zone della cittadina, nelle case, nei negozi, etc. e vi dice come cambierebbe quel posto se non ci fosse mamma System a sculacciarvi.

Scene tipo famiglina felice che va in vacanza con uccellini che cinguettano in sottofondo e la scritta che dice “aumenterebbero un casino gli incidenti“, oppure altra scena familiare di uomo con spalle curve sul tavolo e bottiglia davanti, stile L’assenzio di Degas, e la moglie che fa la lavastoviglie (che anche lì, per una volta non potrebbe essere la donna attaccata al boccione e l’uomo a strapparadicchio che pulisce, cristodiddio?!) e la scritta “aumenterebbero un casino le violenze“… Ah! Oltretutto!! Io ti pulisco casa mentre te scoli, e poi mi prendi anche a ciaffoni? Mah. Oltretutto poi come se ora la Svezia non fosse uno dei primi paesi europei per violenza sulle donne…

Insomma, cose che fanno capire come l’autocontrollo in materia di alcol non sia previsto, e allora menomale che Systo c’è.
Secondo me gli svedesi sono abituati dal loro stato a non prendere decisioni autonome, lo stato ti indirizza, lo stato pensa a te e ti istilla nel cervello il fatto che lo fa nel migliore dei modi (che poi su questo si potrebbe discutere per mesi).
Se gli svedesi fossero lasciati liberi di pensare, a quanto pare, secondo il loro stato sarebbe il delirio.

Comunque, considerazioni a parte, divertitevi su questa “”ricerca”” perché merita davvero!

Dentro il System il vino è diviso per colore e poi ulteriormente per nazione di provenienza. Costa ovviamente più che in Italia, perché oltre all’importazione pagate anche la tassa del bria’o (eh ragazzi, se l’alcol non fosse stato tassato che bisogno avevano del ghetto per non-astemi?), però non esageratamente di più, es. la stessa bottiglia di Verdicchio dei Castelli di Jesi che nella mia Ipercoop costa sui 2€, al System viene mi sembra 62 corone (7,20€ più o meno), quindi dai, insomma, si può fare.

Certo, andrebbe anche aggiunto che la birra è tassata molto meno del vino, e questo è stato specificamente fatto per proteggere i produttori SVEDESI di birra, che se no non ne uscirebbero bene. Una sorta di protezionismo democratico.
Quindi vedete, la salute c’entra fino a un certo punto, come anche dimostrato dalle mazzette che i manager del System sono stati pescati a intascarsi, elargite dai rivenditori di alcol interessati a corrompere gli alti vertici del System per far sì che le loro marche di alcolici fossero vendute dal monopolio statale.
Insomma via, è tutto un magna magna, o un bevi bevi, che dir si voglia (che syNpatica umorista).

Le cose che mi turbano di quel posto sono essenzialmente 4: 1) Dover mostrare il mio documento, e quindi far circolare i miei dati, per poter bere un cazzo di bicchiere di vino a casa mia… e chi minchia siete, la Gestapo dello sbronzo? 2) L’idiozia dei cassieri e cassiere, che apre uno squarcio sull’idiozia del sistema organizzativo generale 3) La compagnia intorno a me che soprattutto a seconda della zona/ora/giorno della settimana raggiunge apici di molestia notevoli 4) Il fatto che il Systembolaget non serve a un cazzo! Insomma, fatevene una ragione, avete i più alti tassi di alcolismo in Europa, come vedete sotto i fumi dell’alcol vi addormentate anche sui binari della metro, d’inverno vi sdraiate sulla neve perché è soffice e ci rimanete… ditemi un po’ che il System vi ha fatto passare la voglia di tazzare… Vero? Cosa vi ho detto? NON SERVE A UN CAZZO!

Il System di sabato pomeriggio…

Allora punto per punto:

1) = la vendita di prodotti alcolici superiori a 3,5% è proibita al di sotto dei 20 anni. Sì, 20 anni. Boh, se vado indietro nel tempo dentro la mia vita psichica, credo che se già a 16 anni mi avessero proibito un bicchiere di vino con il cacciucchino avrei fatto una strage.
Ma non vedo più che altro come questo giustifichi il fatto che io debba fornire le mie generalità a un cassiere. E non lo dico con il tono da “Oh mio dio, un cassieVe! Ah che soVdido lavoVo, quanto odio il pVoletaViato”, ma voglio dire, già mi girano le balle quando devo darle a uno sbirro, figuriamoci a uno che non può sbattermi in galera perché deve passare le mie bottiglie su un lettore di codici a barre.

2) = tendenzialmente puoi comprare tutto l’alcol che vuoi (a meno che tu non sia sbronzo, perché gli ubriachi non vengono serviti… e non sto scherzando, è proprio una regola del System).
Mettiamo che voi e un vostro amico andate al System e siccome volete fare una bella cena con un sacco di gente, prendete 10 bottiglie di vino. Arrivati alla cassa, il tizio vostro amico si accorge che non ha il suo documento di identità. Cosa succede?
Ve lo dico subito, tanto non ci arrivereste mai…
Tolgono la metà delle bottiglie! Però, se dietro di voi c’è un losco ceffo che ha preso 10 bottiglie di vodka e se le vuole sgonfiare tutte da solo, e ha il documento ma non un amico distratto, lui può portarsele a casa tutte e 10!
Nel senso, non si pongono il problema che se uno dei due volesse davvero fare il furbo aspetterebbe fuori invece di farsi togliere 10 bottiglie, oppure andrebbe con l’amico con 20 bottiglie, così poi potrebbe averne ancora 10… Insomma dai, la puoi rigirare quando e come vuoi questa regola idiota!

3) Al Systembolaget ovviamente non c’è una selezione che distingue se sei una persona normale che vuole solo bere un bicchiere di vino con una fetta di agnello fumante a cena, o se sei un alcolista in incognito che non vede l’ora di distruggersi per poi picchiare la moglie e morire qualche mese dopo di cirrosi, o se sei uno studente imbecille che vuole imbucarsi a un festone solo per rubare oggetti inutili da casa di un altro e pisciargli sull’accappatoio… è uguale.
E a me, che appartengo alla prima categoria, e come me spero molti altri, essere mischiata alla teppa, e obbligata a condividerne gli spazi, mi fa anche un po’ rodere il culo. Sarebbe come mettere un ladro di polli nel braccio della morte per qualche settimana, insomma, vediamo un po’ come ne esce.

Se la gente del System fosse tutta come loro, io vorrei vivere lì 🙂

Direi a questo punto che il punto 4) viene da sé = se volevi far sì che la tua popolazione avesse un rapporto sano con l’alcol, cara Svezia, il Systembolaget non è stata un’idea così intelligente… Comunque grazie lo stesso, così io ci ho scritto un post sopra.

Pertanto, per la ricetta di oggi, vi dico subito che stiamo parlando di un alcolico, quindi se siete in Svezia premunitevi. E più precisamente dello snaps allo zenzero, ovvero snaps med ingefära.

Allora, vi ho già accennato qui allo snaps, traducibile volendo con shot o chupito, perché a noi italiani ci mancano le parole. Tradizionalmente ogni snaps della serata ha un nome (sì, durante la cena se ne trangugiano molti più di uno), il primo dei quali si chiama Helan (e da qui la canzone dei briai sempre del suddetto post, che si chiama Helan Går).

Comunque sia lo snaps è fatto da brännvin o akvavit, che sono essenzialmente distillati di frutti molto ricchi di amido come grano, patate, etc. Esatto, come la vodka.
La vodka può essere considerata un brännvin, ma non necessariamente un brännvin può essere considerato una vodka, dato che l’Unione Europea distingue tra brännvin e vodka solo per 1 o 2 gradi di differenza.
Dove voglio arrivare con questo? Io ho usato la vodka, però era la Absolut, per cui sempre svedese, quindi comunque la ricetta è rimasta in famiglia.

INGREDIENTI PER 600 ML:

  • 70 gr. di zenzero fresco
  • 600 ml di vodka, o acquavite, o brännvin, o un qualunque distillato che abbia proprietà simili a quelle di questi tipi

PREPARAZIONE:

Pulire lo zenzero e tagliarlo a striscioline finissime, con l’aiuto di un pelapatate, tagliate ulteriormente in pezzettini ancora più piccoli e mettete in un barattolo di vetro a chiusura stagna con 100 ml. di vodka.

Lasciare riposare circa 10 giorni fuori dal frigorifero.

Filtrare lo zenzero strizzandolo molto bene e aggiungere gli altri 500 ml. di vodka. Far riposare altri 3 o 4 giorni.

Servire fresco e conservare in frigorifero.

Snaps med ingefära pronto!

Buon appetito,

I.

Le polpette da bosco (svedese) e da riviera (romagnola). Gonfiarsi di autocompiacimento come un tacchino.

La Svezia stavolta non c’entra nulla, o meglio, c’entra ma per vie traverse.

Conoscete Easy Viaggio? Easy viaggio è un sito per girelloni che dà informazioni pratiche molto utili, news, opinioni di viaggiatori, consigli, ricerche di voli e alberghi e quant’altro…
Io fino a poco tempo fa credevo che fosse un sito di qualità, ma poi questi temerari hanno scelto nonsolopolpette tra i blog per scoprire la Svezia, le tradizioni e la cucina svedese, con sommo disappunto dei viKi, credo, che avranno capito che a questo punto i turisti si ridurranno visibilmente… Ma insomma, questi non sono problemi miei, no?
Anzi, siccome sono vanitosa io sono ben felice di questa decisione, che sento il bisogno di comunicarvi.

Sappiate che un giorno diventerò famosa, e vi farò pagare 5€ a post letto, e voi pagherete, eeeeh se pagherete.
Ma fino a quel giorno sono solo una cazzona che vuole autocelebrarsi un po’, e siccome sono anche la stessa cazzona che qualche ghigno a tratti ve lo strappa, concedetemi questa soddisfazione. Oppure non concedetemela e smettete di leggere, basta che non mi rompete le balle.

Travolta dalla fiera della vanità posso anche continuare per questa strada…

Ricette 2.0 (che raccoglie i migliori blog del web italiano – così dice, almeno, eppure ci sono anche io) e Cesenatico Bellavita (iniziativa tutta romagnola che fa promozione del territorio, e lo fa molto bene, tra l’altro) mi hanno ospitato per due giorni a Cesenatico a carpire segreti sulla cucina di Riviera… Quanto mi hanno sopravvalutato! Soprattutto devono essersi dimenticati che io scrivo di cucina svedese… Insomma, sarebbe come insegnare ad apprezzare la cioccolata a uno scarafaggio stercorario (eheh, sto scherzando, poveri viKi).
Ma io li stimo tanto per averci provato, e seppure ricette del calibro delle loro non potranno trovare ospitalità nel mio blog (a meno che un disastro nucleare non renda i viKi cuochi fenomenali), farò la figa con i miei amici sbatacchiando vongole dappertutto per capire quali sono vuote e quali no (come ho lì avuto occasione di apprendere) e rispondendo anche che sono livornese, ed è per quello che lo so (alimentando così la rivalità nel match Tirreno vs Adriatico).
Ma ormai mi sono sputtanata, non posso più farlo, mi accontento di ringraziarli tanto e di fare loro i complimenti.

Bene, ora cari tutti non ci piangete però… I buoni sentimenti affiorano in nonsolopolpette solo poche volte all’anno. E, cari Easy Viaggio, Ricette 2.0 e Cesenatico Bellavita, siate fortunati che siano ricaduti su di voi…

Ok, sono stata sufficientemente smargiassa per oggi? No dai, continuo: W ME!