Ice Hotel, sette meraviglie di Svezia e vargtass “in the rocks”

C’era una volta, in un posto tanto, tanto lontano, un hotel fatto tutto di ghiaccio: pareti di ghiaccio, pavimenti di ghiaccio, soffitti di ghiaccio, tavoli di ghiaccio, sedie di ghiaccio, sculture di ghiaccio, tutto di ghiaccio.

C’era una volta ma c’è ancora, e forse non tutti sanno (ma io che sono onnisciente sollo) che ce n’è più d’uno, e in diverse parti del mondo.

La chiesa di ghiaccio sul lago Bâlea, nella Romania centrale

La chiesa di ghiaccio sul lago Bâlea, nella Romania centrale

Ce n’è uno in Giappone, nell’isola di Hokkaido, uno in Canada, in Quebec, e uno in Romania, con una piccola chiesetta di ghiaccio a fianco. E poi ci sono i paesi nordici, che se fanno le cose le fanno per bene, e quindi di strutture glaciali ne hanno a bizzeffe:

  • 4 in Norvegia: un hotel di ghiaccio con parco di renne e allevamento husky (renne e husky non di ghiaccio, ma a sangue caldo come tutti i mammiferi) a fianco; una casona di neve accanto ad un albergo a 1200 metri sopra il livello del mare; l’hotel di ghiaccio più settentrionale d’Europa; un Ice bar nel centro di Oslo
  • 3 in Finlandia: un albergo di ghiaccio di circa 30 stanze; un intero villaggio di neve che si estende per oltre 20.000 m²; un castello di neve;
  • 1 in Svezia. MA…

C’è un “ma” che giustifica il fatto che si abbia un’unica presenza di costruzioni di ghiaccio sul territorio svedese.

Il fatto che è stato il fottuto primo albergo di ghiaccio del mondo. E quindi batte tutti gli altri.

Questa stramba opera di ingegneria gelata è l’ICE HOTEL (non sono io che enfatizzo, il nome commerciale è in maiuscolo) di Jukkasjärvi (vicino a Kiruna), che dal 1990 viene ricostruito (eh oh, il ghiaccio si scioglie anche lì) ogni anno da dicembre a aprile.

Ingresso dell'Ice Hotel di Jukkasjärvi

Ingresso dell’Ice Hotel di Jukkasjärvi

Nacque per caso, a dire la verità, e per merito di un giapponese (strano, sono sempre i giapponesi che fanno le cose più assurde in modo totalmente perfetto: vuoi imparare a memoria e al contrario l’elenco telefonico di Città del Messico? Vuoi suonare la sigla di MacGyver soffiando in un migliaio di bottiglie di vetro? Vuoi tessere un tappeto usando solo le dita dei piedi? Rinuncia, tanto un giapponese ci ha già pensato, e di sicuro lo fa meglio di te).

Questo giapponese, nella vita artista di opere di ghiaccio (te capì? mica casellante autostradale), l’anno del crollo del muro di Berlino fa una mostra di enormi sculture proprio nella zona dove sorge oggi l’hotel. Alé, dai che così crei il business.
L’anno successivo un francese prende spunto e presenta lì la sua mostra di igloo; i visitatori della mostra, fattasi una certa, chiedono allora se possono accamparsi in uno degli igloo, stendono delle pelli di renna a terra (perché è risaputo che non si visita una mostra senza portarsi una pelle di renna appresso) e ci schiaffano il sacco a pelo. Bòna gente, ci si vede domani.

Ecco così l’Ice Hotel al suo stato embrionale. Oggi l’Ice Hotel è una delle 7 meraviglie di Svezia.
Ebbene sì gente, i viKi si sono fatti anche le loro 7 meraviglie, quelle del mondo non gli andavano bene, volevano anche quelle svedesi.

E allora vediamo cosa si sono scelti come meraviglie del regno:

  • 1) Il Canale di Göta, un canale artificiale navigabile che collega Göteborg a Stoccolma incrociando i laghi Vänern e Vättern
  • 2) la cinta muraria di Visby, città di Pippi Calzelunghe
  • 3) la nave Vasa, di cui ho abbondantemente parlato qui
  • 4) il nostro Ice Hotel
  • 5) il Turning Torso, l’edificio tutto arricciolato di Malmö, al quale ho accennato qui
  • 6) il ponte di Öresund (Øresund per i danesi), che collega Malmö a Copenhagen, quindi la Svezia alla Danimarca
  • 7) l’Ericsson Globe, la più grande costruzione sferica del mondo (ognuno ha i suoi primati), di cui un giorno vi parlerò.

Ecco, via, che cos’è il Museo di Alicarnasso in confronto alla nave Vasa? O i Giardini pensili di Babilonia di fronte alla maestosità del Turning Torso?

AbsolutvodkaBon, soprassederiamo… Tornando però al nostro albergo tutto di ghiaccio, questo, da rifugio per hippy su pelli di renna, è diventato negli anni una supercosa a cinque stelle, con voli charter che vi ci portano, suite con sculture, una chiesa e un Ice Bar, il cui sponsor è la Absolut, la marca svedese di vodka. Sapevatelo.

In questo Absolut Ice Bar viene servito una specie di cocktail composto da vodka e succo di lingon (o mirtillo rosso, quella bacca con cui in Svezia si fa la marmellata che vi mettono sulle polpette all’IKEA). Il cocktail si chiama vargtass, “zampa di lupo”.

Ho cercato di capire il perché di questo insolito nome, ma niente. Potrei scrivere un’email ai tizi dell’hotel e vedere se loro lo sanno, però mi illudo di avere di meglio da fare.

È facile, l’unica cosa è che il lingon qui nel Belpa non si trova, il succo di lingon tanto meno. Allora, visto che il sapore è identico a quello del ribes (i viKi dicono di no, ma detto tra noi, parlare di sapori con i viKi è come mettere la cravatta al maiale), o avete il culo di trovare il succo di ribes, o spremete con le manine i rametti di ribes, cosa che ho fatto io. Ecco perché l’ho preparato per due persone.

Ecco cosa dovete comprare all'IKEA per fare questo cocktail

Ecco cosa dovete comprare all’IKEA per fare questo cocktail

Comunque, gli svedesi dell’Ice Hotel, che sono fighi, non servono questo cocktail “on the rocks” ma “in the rocks“, ovvero in dei simpatici bicchierini da shot fatti anch’essi di ghiaccio. Ma loro non sono gli unici a essere fighi: a Copenhagen con la mia dolce viKiamica Hanna sono capitata in un negozio di arredamento (bellissimo, tra l’altro, ma ho dimenticato il nome) dove vendevano utilerrimi stampini da freezer per farsi i bicchieri di ghiaccio.
In un dilemma morale interiore sul consumismo, la lotta contro il medesimo, la voglia di comprarmi qualcosa, unita alla necessità di dar via le ultime corone danesi, più la assurda certezza che quello sarebbe stato l’acquisto che mi avrebbe risolto la vita (come si pensa degli acquisti più idioti), HO COMPRATO GLI STAMPINI!

No, non mi hanno risolto la vita.

Non li avevo neanche mai usati prima di adesso, perché nonostante ogni tanto mi piaccia vedermi come una grande viveuse, che tiene sontuosi ricevimenti in abito lungo offrendo pregiatissssssimi alcolici in bicchieri di ghiaccio, sono una poco-più-che-pezzente che offre birracce svaporate ai suoi altrettanto squattrinati amici, che in realtà a pensarci bene, sono quelli che “le birre le portano loro”.

Però sono ugualmente figa, perché i bicchierini mi sono serviti per questo post. 6€ spesi bene, in fondo. Forse.

INGREDIENTI PER 2 PERSONE:

  • 2 bicchieri di ghiaccio (o di vetro e poi aggiungete un cubetto di ghiaccio alla fine)
  • vodka
  • 250 gr. di ribes (frustrante, ne ricaverete due mezzi bicchierini di succo)

PREPARAZIONE:

Tenete da parte due rametti di ribes.

Togliete le bacche dai rametti e con le mani strizzateli su un colino posto sopra a un bicchiere. Se li bollite sarà più facile ma perderanno molto sapore, fate voi.

Con il succo di ribes riempite per metà i due bicchierini di ghiaccio. L’altra metà dovrà essere di vodka.

Appoggiate un rametto di ribes sul bicchiere per guarnire.

Buon appetito!

I.

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