Le polpette da bosco (svedese) e da riviera (romagnola). Gonfiarsi di autocompiacimento come un tacchino.

La Svezia stavolta non c’entra nulla, o meglio, c’entra ma per vie traverse.

Conoscete Easy Viaggio? Easy viaggio è un sito per girelloni che dà informazioni pratiche molto utili, news, opinioni di viaggiatori, consigli, ricerche di voli e alberghi e quant’altro…
Io fino a poco tempo fa credevo che fosse un sito di qualità, ma poi questi temerari hanno scelto nonsolopolpette tra i blog per scoprire la Svezia, le tradizioni e la cucina svedese, con sommo disappunto dei viKi, credo, che avranno capito che a questo punto i turisti si ridurranno visibilmente… Ma insomma, questi non sono problemi miei, no?
Anzi, siccome sono vanitosa io sono ben felice di questa decisione, che sento il bisogno di comunicarvi.

Sappiate che un giorno diventerò famosa, e vi farò pagare 5€ a post letto, e voi pagherete, eeeeh se pagherete.
Ma fino a quel giorno sono solo una cazzona che vuole autocelebrarsi un po’, e siccome sono anche la stessa cazzona che qualche ghigno a tratti ve lo strappa, concedetemi questa soddisfazione. Oppure non concedetemela e smettete di leggere, basta che non mi rompete le balle.

Travolta dalla fiera della vanità posso anche continuare per questa strada…

Ricette 2.0 (che raccoglie i migliori blog del web italiano – così dice, almeno, eppure ci sono anche io) e Cesenatico Bellavita (iniziativa tutta romagnola che fa promozione del territorio, e lo fa molto bene, tra l’altro) mi hanno ospitato per due giorni a Cesenatico a carpire segreti sulla cucina di Riviera… Quanto mi hanno sopravvalutato! Soprattutto devono essersi dimenticati che io scrivo di cucina svedese… Insomma, sarebbe come insegnare ad apprezzare la cioccolata a uno scarafaggio stercorario (eheh, sto scherzando, poveri viKi).
Ma io li stimo tanto per averci provato, e seppure ricette del calibro delle loro non potranno trovare ospitalità nel mio blog (a meno che un disastro nucleare non renda i viKi cuochi fenomenali), farò la figa con i miei amici sbatacchiando vongole dappertutto per capire quali sono vuote e quali no (come ho lì avuto occasione di apprendere) e rispondendo anche che sono livornese, ed è per quello che lo so (alimentando così la rivalità nel match Tirreno vs Adriatico).
Ma ormai mi sono sputtanata, non posso più farlo, mi accontento di ringraziarli tanto e di fare loro i complimenti.

Bene, ora cari tutti non ci piangete però… I buoni sentimenti affiorano in nonsolopolpette solo poche volte all’anno. E, cari Easy Viaggio, Ricette 2.0 e Cesenatico Bellavita, siate fortunati che siano ricaduti su di voi…

Ok, sono stata sufficientemente smargiassa per oggi? No dai, continuo: W ME!

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Ebbene… il cibo svedese.

Hej!

Inizia oggi un blog sul cibo svedese… Cibo & Svezia, un accostamento che agli abitanti del Belpaese può risultare quantomeno sperimentale (e ammetto che prima di farmi una cultura sulla Svezia partivo anche io molto prevenuta).

Invece sono rimasta piacevolmente sorpresa: la cucina svedese è ricca, varia, grassa e buonissima. Diciamo che gli svedesi non avendo un clima particolarmente favorevole non hanno sviluppato una tradizione culinaria solida, e questo li porta a non educare il gusto, con risultati bizzarri talvolta: liquirizia salata, riso e cannella insieme alle aringhe, per non parlare del pizza-pollo-pesto (ma vabbè, questo non è il loro campo).

Però hanno delle buone basi, un po’ come i bambini irrequieti delle medie: sono intelligenti ma non si applicano. E allora il terrone saccente deve rimettere le cose al loro posto e organizzare la papilla… e d’altronde noi italiani l’unica cosa che sappiamo organizzare è il cibo, approfittiamone.

Nel suo piccolo l’IKEA ha avuto il merito di diffondere qualcosina con la sua “Bottega svedese”, con il ristorantino self-service, e con il piccolo bar dopo le casse (quello con gli hot dog minuscoli), ma… insomma, l’IKEA sta alla cucina svedese come la Buitoni sta alla pizza. Ovvero cibo non pessimo ma dozzinalmente buono.

Comunque, a parte le immancabili polpettine, la cucina svedese basi considerevoli ce le ha davvero, piatti buonissimi e in Italia pressoché sconosciuti: tortini di pesce, dolci soffici, salsette burrose, l’esplorazione della patata a tutto tondo (mi si perdoni il doppio senso, ma questo è un popolo che per dire “andare a prendere un caffè” dice fika, quindi mi sentivo di poterlo dire), etc.

Questo blog quindi si propone di stuzzicare l’italiano culinariamente diffidente avvicinandolo a gusti esotici e particolari. Inizierò con le ricette che ho già sperimentato e proseguirò andando a tentoni, perché d’altronde così si fa in cucina. Posso però promettere solennemente che comunicherò anche i fallimenti. Sia miei, e dato che non sono Suor Germana capiterà di fallire, sia fisiologici, dato che gli svedesi sono pur sempre un popolo germanico (e si sa insomma, com’è lo stereotipo, no? Meno casino, guance rosse, treni puntuali, alcol a fiumi e anche cibo di qualità inferiore)… nel tal caso concluderò con un “e ‘sta roba magnatevela voi”. Ma sono fiduciosa che la cucina svedese non mi deluderà. Finora non lo ha fatto.

Välkomna allihopa, då! Benvenuti a tutti, allora!

I.